Cosa mai “più” viste…
Maggio 24, 2008
Jean vigo 1934, L’atalante – patty smith 1978, Because the night; chi ha composto questa sigla, chi ha unito questo frammenti assieme, non sapeva probabilmente cosa avrebbe rappresentato, questo montato, per generazioni di donne ed uomini che aspettavano la notte per concedersi qualche ora di cultura e bellezza.
Stasera scavo in televisione in cerca di sensazioni simili…ma non ne trovo.
Quindi, mi godo la sigla…sperando che Ghezzi in asincronia non mi arrivi nel sonno…
L’unica possibile?
Aprile 19, 2008
e se questa cosa qua valesse anche per la democrazia? |
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Lema Sabachthani
Aprile 19, 2008
Si, si.
Oggi è uno di quei giorni che confermano un periodo.
Uno di quei giorni per cui trovo coerente il titolo di questo blog.
Lema Sabachthani.
Kamikaze
Aprile 16, 2008
E’ facile per l’uomo sapere che può conoscere l’assoluto da sé
così come il volgere delle stagioni.
Ci vuole solo un poco più di tempo, va bene.
E come in natura un giacimento di carbone va reso apparente, anche la grandezza dell’uomo va resa apparente. E’ la funzione del teatro.
Se il carbone affiorasse da solo sulla terra e la grandezza apparisse nella sua purezza fin dalla nascita dell’uomo, certo il teatro non avrebbe più una funzione ma l’uomo nemmeno. E quando la grandezza assoluta dell’uomo viene rappresentata nella sua cerità senza artificio, l’uomo la contempla ed è felice.
Da una parte, l’uomo e le sue miserie, dall’altra, l’uomo e la sua grandezza, e riuniti: il teatro
sono un materialista
Marzo 26, 2008
Tutti si ostinano a voler fare esperienza di “spirito”; presupponendo valida la dicotomia “spirito/materia”.
Mi sembra che sia la conclusione troppo rapida di quanti si innamorano e sognano per una vita, paesaggi esotici fuori dalla portata delle loro tasche, e non si siano mai accorti di cosa voglia dire un tramonto su certe coste scabrose della calabria.
Bisognerebbe tutti desiderare di fare esperienza della materia, invece.
Sdoganando questo termine a cui si sono legati significati supposti e negativi.
Il primo masso dovrebbe essere quello di raggiungere una buona consapevolezza della propria materia, ancora prima di scoprire i movimenti del proprio corpo. Accorgersi ciò di cui siamo composti, tutto ciò in cui siamo immersi, tutto ciò con cui entriamo in relazione è composto dalla stessa vibrante energia che possiamo chiamare materia.
Questa si, questa si che può essere un’esperienza necessaria, per qualsiasi viaggio si voglia intraprendere.
Da oggi mi riprendo la possibilità di dire “sono un materialista”. Da questo voglio partire.
So di cosa sto parlando?
Assolutamente no.
So che ciò di cui sto parlando è qualcosa di cui posso fare esperienza.
Voglio ripartire da qui.
Quelli che Proust
Marzo 18, 2008
Uomo ad honorem
Marzo 15, 2008
Uomo ad Honorem
Anarchia arrossita.
Marzo 14, 2008
Infondo vi capisco, quando storcete il naso, mentre parlo di Anarchia.
Anche io sono cresciuto, figlio di questo secolo, in un paese di figli di questo secolo, in cui, infondo, Anarchia non è mai stata una parola buona.
La si invoca per disperazione, la si invoca per paura che arrivi, la si invoca come realtà poco auspicabile.
Infondo, non è mai stata un realtà.
Eppure, di tanto in tanto, mi trovo ad ammettere a me stesso che, tra me e questa Anarchia, c’è una forma di appartenenza.
Gli assomiglio. Gli assomiglia il mio pensiero. Gli assomiglia il mio non considerare più, la democrazia, come uno strumento di convivenza tra individui.
Anzi. Forse comincio a considerare, la democrazia, come il più imperfetto, il più utopistico, il più irrazionale.
E più si distanzia il mio pensiero politico dalla democrazia, più si avvicina all’anarchia.
Qualche volta, come dicevo, mi sento imbarazzato da me stesso nel pensarmi anarchico.
Sono figlio di questo secolo.
Forse sono un anarchico che arrosisce.
La mia chitarra
Marzo 11, 2008
Chi mi ha conosciuto qualche anno fa, non saprebbe distinguermi da una mia chitarra. Ce n’era sempre lì una, sul divano, sulla poltrona, in macchina, in spalla, appoggiata sul bidet della mia piccola stanza a Siena.
Che ci fosse piazza del campo, degli amici dopo una cena, qualcuno curioso di ascoltare le mie canzoni o quelle che, a furia di accennarle con la chitarra, diventarono quasi mie: c’era sempre la voglia di cantare.
Adesso ho una travel sempre con me, una chitarra piccola, fatta apposta per portarsela sempre dietro, anche sotto l’impermeabile.
Eppure la voglia di cantare non c’è. Non per gli altri.
Pensavo fosse una voglia sparita, invece è una voglia cambiata.
Preferirei che tutti se ne stessero affaccendati nelle loro cose quotidiane; preferirei starmene sempre in un angolo a cantarmele, quelle canzoni, coi loro rumori, coi loro discorsi, con le loro chiacchiere sul fondo.
Non ad ascoltarmi, non so se mi spiego.
Preferirei rimanermene da una parte a cantarmele, quelle canzoni, ed a suonarmele sopra il ritmo delle loro eprcussioni involontarie.
Arbre Magi”Q”
Marzo 1, 2008
Mentre passa un disco di qualche anno fa, di Lorenzo, che non mi piace troppo, non mi è mai piaciuto troppo, ma ha il pregio di esserci stato in quel momento, di aver fatto colonna sonora condivisa di una frazione di vita mi passa un amarcord:
quando prima di partire al mattino, in un alba che lo era solo per noi (per gli altri era ora di fare uno spuntino di metà mattina) con gli occhi ancora chiusi guidavamo fino a Siena, quei 50 km di curve nella nebbia della notte sempre insonne…e come gesto scaramantico…grattavamo allegramente l’arbre magi”q” alla vaniglia…che ciondolava nell’auto…e poi portavamo il dito al naso…
La nostra cocaina a buon mercato, più o meno sana, ma più “nostra”.
Oreste Fernando Nannetti
Febbraio 18, 2008
(Post amarcord scritto il 9 dicembre del 2006 sul mio vecchio blog)
Durante i primi dodici anni della sua permanenza in manicomio, Oreste Fernando Nannetti ha decorato le pareti esterne di uno dei padiglioni del manicomio con un lungo graffito in forma di libro, fatto di pagine alte quasi due metri e di varia larghezza.
Per un attimo, almeno.
Febbraio 18, 2008
Prendi una giornata densa d’impegni, dove qualche forza obligua ti costringe alla scelta di saltare in macchina alle 7.30 (ammazza la sveglia, caffè freddo della sera prima al volo, risveglio dopo almeno 35 km di auto che va da sola), dove passi la giornata a girare truccato da mostro in una mostruosa cantina, mostruosamente umida, che che un regista dalle idee mostruose ha scelto come mostruoso set.
Ecco metti una giornata così; e metti pure che a sera, prima dif arti altri 50 km per rientrare, fai la fila all’automatico per mettere benzina, senza accorgerti che la pompa dall’altro lato (la numero tre, e tu sei alla numero 1) è libera…cosa fai? cosa fai? cosa fai?
Bestemmi in alamanno ed in goto…
A me è capitato proprio ieri, e mentre stavo per sfilare i suddetti vocabolari, all’altra pompa arriva un’auto, con una ragazza, che scende un istante prima di me, ed un istante prima di me sfila dalle tasche dei jeans le 5 euro da far ingurgitare al mostro della benza; lei mi guarda, sorride (e ciò basta a farmi trattenere il fiato bestemmiatore) e mi dice “c’era prima lei, prego, non voglio farla aspettare altro tempo.
Ora. Eliminando il fatto che mi ha dato del “lei” avendo, credo, un paio di anni soltanto in meno ai miei (ma la mia barba, opportunamente cotonata era ancora truccata di bianco…potenza del trucco…).
Quella gentilezza, che in altri luoghi e tempi non avrei nemmeno preso in considerazione, mi ha fatto sorridere; le ho detto “grazie” con un sorriso (almeno dalle labbra, per fortuna, avevo levato il trucco da settant’enne) e ll’ho guardata fare benzina, salire in macchina ed andare via. Come se avessi visto un alieno (stessa impressione che probabilmente le ho fatto io, imbambolato, a guardarla).
Era meravigliosa, diranno i cattivi, invece no; o almeno non me ne sono accorto.
Ma era gentile; senza essere un parente, un amica, una sorella, una conoscente, una collega…era una donna gentile (ad una pompa di benzina…cosa rara…ancora di più…).
Me ne sono tornato a casa fischiettando (almeno fino a Buonconvento, dove vigili mi han fermato i Vigili. Molto meno gentili…sia loro…che io).
Il cannocchiale
Febbraio 18, 2008
Da oggi alcuni articoli di questo blog saranno visibili su “il cannocchiale”.
Cercasi attori ed attrici
Febbraio 8, 2008
Sto selezionando, tra le provincie di Siena e Firenze, quattro attrici/attori per la messa in scena di uno spettacolo teatrale ispirato al capolavoro televisivo, poco conosciuto, “il rito” di Bergman.
Non sono fondamentali precedenti esperienze, ma è necessaria un’attitudine al lavoro di squadra ed una buona autonomia per il lavoro personale. Ovviamente, contano tantissimo, le motivazioni.
L’inizio delle prove è previsto alla fine del mese di marzo.
Per informazioni e candidature contattami direttamente all’indirizzo di posta elettronica contatti@francescochiantese.it ed invia un tuo curriculum (nel caso tu abbia precedenti esperienze in un campo artistico) altrimenti basterà una tua descrizione, ovviamente i recapiti, ed una tua foto (possibilmente a figura intera).
Verrai contattato per il colloquio di selezione.

