Stare sotto la cultura
Novembre 20, 2007
In questa settimana ho fatto incontri che hanno ribadito in me il concetto di “stare sotto una cultura”.
Un artista, un artigiano in grado di manipolare le arti, ha il compito di stare sotto la cultura.
Immaginate la cultura (occorrerebbe dire “le culture” lo so, non fate i saccenti…) come una coperta, di quelle un pò pesanti, di flanella, i “coltroni”.
Ecco.
Molto spesso ci lamentiamo di sentirci appartenenti alla cultura del nostro tempo.
Esiste però sempre uno spazio per noi…stare sotto coperta.
Che non vuol dire nascondersi.
Vuol dire utilizzare la propria coerenza per agire sulla cultura stando sotto; proprio come un copro, seppure nascosto dalle coperte, mostra la sua forma, o meglio, mostra la sua presenza nel letto.
Vivere ed operare in quello spazio ti fa anche godere con maggiore serenità le scelte quotidiane che questi mestieri ti richiedono.
Da sotto le coperte diventa un onore quando in un paesino di quasi montagna uno spettacolo salta, ma un bambino a cui hai fatto laboratorio a scuola viene a trovarti ti chiede di cantargli una canzone; diventa un onore fare spettacolo in un aula piena di studenti adolescenti, sebbene l’acustica renda tutto quello che produci una specie di valanga di suoni bassi arrovellati tra di loro; diventa un onore portare in scena degli spettacoli in un paese dove “sai…non siamo abituati”, o vedere trasformato una serata di poesia in una serata di aneddoti personali del “paese”.
Tutto diventa un onore, se lo stare sotto coperta, diventa una scelta.
Questo me lo ha ricordato, con il suo modo di fare l’amico Massimiliano Larocca, cantautore, ed i vari Andrea Parodi di cui si circonda.
Grazie. Che bello viaggiare con loro, di tanto in tanto.