Anche le pubblicità.

Giugno 2, 2008 - No Responses

Cerca di non pensare che sia una pubblicità.

Distraiti.

Ma guarda che bello.

Parole non mie

Maggio 30, 2008 - No Responses

Una manciata di parole non mie, ma migliori delle mie, per descrivere un tempo-pensiero che è la mia quotidianeità, ma che per molti dev’essere considerato un passato, un passato recente, ma un passato.

“Prima, vennero a prendere i comunisti, e non dissi nulla perché non ero comunista. Poi, portarono via gli ebrei, e rimasi in silenzio perché non ero ebreo. Dopo, arrestarono i sindacalisti, ma tenni la bocca chiusa perché non ero sindacalista. Alla fine, vennero a prendere me, ma non c’era più nessuno che potesse dire qualcosa.”

« First they came for the Communists, and I didn’t speak up, because I wasn’t a Communist. Then they came for the Jews, and I didn’t speak up, because I wasn’t a Jew. Then they came for the Catholics, and I didn’t speak up, because I was a Protestant. Then they came for me, and by that time there was no one left to speak up for me. »

Martin Niemoeller
(1945)

“Dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi”

PARTIGIANO “FOCO”

«Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri».

Don Milani

Cosa mai “più” viste…

Maggio 24, 2008 - No Responses

Jean vigo 1934, L’atalante - patty smith 1978, Because the night; chi ha composto questa sigla, chi ha unito questo frammenti assieme, non sapeva probabilmente cosa avrebbe rappresentato, questo montato, per generazioni di donne ed uomini che aspettavano la notte per concedersi qualche ora di cultura e bellezza.

Stasera scavo in televisione in cerca di sensazioni simili…ma non ne trovo.

Quindi, mi godo la sigla…sperando che Ghezzi in asincronia non mi arrivi nel sonno…

L’unica possibile?

Aprile 19, 2008 - No Responses
« Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile,

prendilo come un segno che non hai capito

né la teoria né il problema che si intendeva risolvere. »

(Karl Popper, Conoscenza oggettiva:
un punto di vista evoluzionistico.)

e se questa cosa qua valesse anche per la democrazia?

Lema Sabachthani

Aprile 19, 2008 - No Responses

Si, si.

Oggi è uno di quei giorni che confermano un periodo.

Uno di quei giorni per cui trovo coerente il titolo di questo blog.

Lema Sabachthani.

Kamikaze

Aprile 16, 2008 - No Responses

E’ facile per l’uomo sapere che può conoscere l’assoluto da sé

così come il volgere delle stagioni.

Ci vuole solo un poco più di tempo, va bene.

E come in natura un giacimento di carbone va reso apparente, anche la grandezza dell’uomo va resa apparente. E’ la funzione del teatro.

Se il carbone affiorasse da solo sulla terra e la grandezza apparisse nella sua purezza fin dalla nascita dell’uomo, certo il teatro non avrebbe più una funzione ma l’uomo nemmeno. E quando la grandezza assoluta dell’uomo viene rappresentata nella sua cerità senza artificio, l’uomo la contempla ed è felice.

Da una parte, l’uomo e le sue miserie, dall’altra, l’uomo e la sua grandezza, e riuniti: il teatro

sono un materialista

Marzo 26, 2008 - No Responses

Tutti si ostinano a voler fare esperienza di “spirito”; presupponendo valida la dicotomia “spirito/materia”.

Mi sembra che sia la conclusione troppo rapida di quanti si innamorano e sognano per una vita, paesaggi esotici fuori dalla portata delle loro tasche, e non si siano mai accorti di cosa voglia dire un tramonto su certe coste scabrose della calabria.

Bisognerebbe tutti desiderare di fare esperienza della materia, invece.

Sdoganando questo termine a cui si sono legati significati supposti e negativi.

Il primo masso dovrebbe essere quello di raggiungere una buona consapevolezza della propria materia, ancora prima di scoprire i movimenti del proprio corpo. Accorgersi ciò di cui siamo composti, tutto ciò in cui siamo immersi, tutto ciò con cui entriamo in relazione è  composto dalla stessa vibrante energia che possiamo chiamare materia.

Questa si, questa si che può essere un’esperienza necessaria, per qualsiasi viaggio si voglia intraprendere.

Da oggi mi riprendo la possibilità di dire “sono un materialista”. Da questo voglio partire.

So di cosa sto parlando?

Assolutamente no.

So che ciò di cui sto parlando è qualcosa di cui posso fare esperienza.

Voglio ripartire da qui.

Quelli che Proust

Marzo 18, 2008 - No Responses
“A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: “Mi addormento”. E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare; mi sembrava d’essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.”
Indice di “dalla parte di Swann”
Stanotte mi sono accorto di appartenere ad un’altra categoria, che neppure sapevo esistesse.
Dopo qualche ora a telefono con una amica ho scoperto che il mondo si può anche dividere, la mia amica notturna la pensa così, in chi ha letto Proust ed in chi non l’ha letto.
Incredibile.
Così, mentre parlando del più e del meno, di qualche anno fa, quando ho esclamato “in quel periodo leggevo a la richerche” , lei mi ha interrotto chiedendomi se l’avevo letto tutto.
Si, l’avevo letto tutto.
La conversazione mi ha costretto a ricordare i motivi…e ricordo…nel sacro snobbismo di quegli anni…che l’avevo letto tutto come una sfida nei miei confronti.
Forse sapevo già, inconsciamente, che esisteva la categoria di “quelli che han letto Proust” e forse volevo farne parte.
Quante cosa facciamo per appartenere ad una categoria?
Quante per assomigliare all’immagine che ci piacerebbe poter mostrare di noi stessi?

Uomo ad honorem

Marzo 15, 2008 - No Responses

Uomo ad Honorem

Marzo 15, 2008 - No Responses